3-5 marzo 2010


Socie AREL in Spagna, con “Beata di Porcelanosa”

Beata Onochowska è associata ad AREL dal 2007, ma non la conoscono ancora in tantissime; e allora ve la racconto io.

Vi presento Beata. Nata da una famiglia che affonda le sue radici nella nobiltà polacca e che nel secolo breve ha vissuto dolori indicibili, la bella e bionda Beata si è laureata in sociologia all’ Università Cattolica di Lublino, in Polonia. Successivamente ha studiato a Roma, per conseguire il dottorato; ma ha interrotto a metà strada il progetto, preferendo lavorare. Che diamine, aveva già 26 anni e scalpitava per l’ indipendenza.
E’ stata in FIAT ( cinque anni in Polonia – con pendolarismo settimanale su Torino , poi in Turchia, Spagna, etc) e in altri Gruppi industriali prima di avvicinarsi al settore dell’ edilizia, in Italia.
Competenze complesse, dunque, quelle di Beata che , oltre alla sua lingua madre e a un italiano pressocchè perfetto , parla il russo e il tedesco ( credo si debba chiamarlo quadrilinguismo ) , il francese - ovviamente da polacca non potrebbe farne a meno - e l’ inglese ( per questo, però, dice che “ è un po’ fuori esercizio”. Figuriamoci!!!).
Recentemente la nostra Socia ( che è sposata e ha un bimbo di sette anni, Jacopo) è entrata , a livello direttivo, nel Gruppo Porcelanosa , la grande società iberica presente in Italia già da molti anni ( scelse di penetrare il nostro mercato agli inizi degli anni ottanta partendo , pensate, da Sassuolo , la capitale italiana delle ceramiche …) E così ora Beata sta masticando pure lo spagnolo.
Tra i suoi compiti c’è quello di sviluppare i rapporti con la filiera della real estate industry italiana nello stile Porcelanosa , che è tecnica molto semplice . I contatti diretti sono più efficaci della pubblicità generalista e, quando si hanno tante cose belle da proporre al mercato, facciamole vedere tutte e bene, e con visite mirate : invitando cioè ogni anno migliaia e migliaia di potenziali interessati a vedere la “ Porcelanosa City” di Villarreal, nel Castellon- località a una quarantina di chilometri da Valencia - dove si trovano gli impianti produttivi e le gigantesche show-room del Gruppo.

Qualche numero. Il Gruppo, fondato nel 1973, è costituito oggi da otto società, fattura oltre un miliardo di euro, ed è presente in oltre 70 Paesi ; la vendita avviene attraverso le “ tiendas”, cioè i punti vendita diretti, che sono nel mondo oltre 400 ( in Italia ve ne sono sei , il principale si trova a Corsico, alle porte di Milano, e si estende su circa 1.200 metri quadrati). E’ recente un accordo di distribuzione anche con El Corte Inglès , la grande catena di department stores spagnola in qualche modo a paragonabile alla nostra Rinascente.
I dipendenti sono circa 4.500, di cui circa la metà sono gli occupati delle tiendas.
Gli impianti ( produzione , logistica , uffici direzionali e amministrativi , servizi ) si estendono a Villarreal su una superficie complessiva di oltre 900 mila metri quadrati, su un lotto di oltre 1,7 milioni di metri quadrati.
Tranne alcune tiendas, tutti gli immobili del Gruppo nel mondo sono di proprietà.
Porcelanosa , la capofila, è azienda leader nel settore dei pavimenti e rivestimenti in ceramica. Ci sono poi Venis ( ceramiche di ultima generazione), Gamadecor ( cucine e bagni ), Systempool ( progetti integrati per il bagno e impianti per le SPA), L’ Antic Colonial ( prodotti naturali : pietre, marmi etc …), Butech ( facciate ventilate, pannelli solari, etc ) , Noken ( accessori da bagno, rubinetterie, etc), e Ceranco ( ancora ceramiche ).

Il Beata Tour. L’ ultimo Tour organizzato da Beata si è svolto dal 3 al 5 marzo scorso, e ha visto la partecipazione di 14 architetti 14, tra cui le Socie AREL architetto Sabrina Suma ( Garretti Associati) , Marta Bigi e Daniela Carta ( MQA), e Federica De Leva (GBPA).
Considerando che anche Beata e io siamo Socie AREL e che il gruppo era formato complessivamente da 18 persone, AREL “ pesava “ insomma per un terzo… : quasi un “ evento AREL extra-calendario” ! ( Tutte le Socie ut supra mi hanno autorizzato per iscritto a citare il loro nome, ndr ).
E’ andata così.
Lasciata Valencia – dove abbiamo avuto l’ opportunità di visitare il centro città, l’ area portuale e anche la celebre “Ciutat de le Arts i les Ciències “ ( Città delle Arti e delle Scienze ) progettata dall’ archistar Santiago Calatrava – ci dirigiamo a nord. L’ autostrada che collega la terza città di Spagna con Barcellona si snoda piatta lungo il mare , ma la zona non ha nulla di turistico. E’ piuttosto un infinito agrumeto che si conclude in un territorio a vocazione industriale, a dir la verità non molto attrattivo . Piccole fabbriche, e magazzini, e molti portano l’ insegna “ ceramiche “, spesso visibilmente più che vecchiotta. Insomma, quella dei rivestimenti è nell’area una tradizione assai consolidata.
Poi, finalmente, la grande fabbrica di Porcelanosa appare , e il fronte, lungo l’ autostrada, sembra non finire mai.
Visitiamo rapidamente il primo enorme showroom ( dove poi ritorneremo ). C’è il tempo, per le signore, di soffermarsi davanti a uno degli innumerevoli maxi- ritratti di George Clooney in smoking, che campeggiano in tutti gli ambìenti aperti al pubblico. Non lo sapevate, eh, che il “ bel George “ è testimone del Gruppo…

80 mila metri quadrati di piastrelle al giorno. Ecco, io non sapevo che per produrre piastrelle ci volessero degli impianti così giganteschi . D’ accordo, la fabbrica ha una capacità di 80 mila metri quadrati di “tiles “ ( piastrelle, in inglese ) al giorno, anche se in questo periodo di crisi per tutti ovviamente se ne fanno di meno, circa 40/ 50 mila. Visitiamo le linee di produzione e gli immobili logistici, passiamo attraverso spazi immensi dove tutto è automatizzato e dove i macchinari e la tecnologia sono tutti italiani . Un trionfo, credetemi, di italico orgoglio .
La nostra guida è il simpaticissimo Giovanni Ventura, che dirige Porcelanosa in Italia ( vi è entrato dall’ inizio, una quindicina di anni fa .La sua base è ancora Sassuolo, ma viaggia come una trottola e dei rivestimenti sa tutto, ma proprio tutto ; e non solo delle piastrelle, visto che i prodotti del Gruppo sono davvero infiniti).
Percorriamo chilometri accanto a mattonelle che si formano, si cuociono, si essicano, si colorano, si decorano, si impacchettano, si immagazzinano e si preparano per la spedizione ( via gomma e poi anche via nave). All’ interno della fabbrica i dipendenti si spostano su biciclette aziendali, e tutto appare incredibilmente immacolato. Non si vede non dico una cartina per terra ma neppure un mozzicone di sigaretta.
Non si vede neppure una donna: tutti i dipendenti sono uomini , e quasi tutti vivono nella zona. Così vicini che la mensa non esiste : per pranzo, vanno tutti o quasi a mangiare a casa.
Noi invece veniamo ospitati in uno dei quattro ristoranti di cui il complesso è dotato (sono ristoranti “ veri”, estremamente confortevoli, e con titolati chef) . Assaggiamo tapas, beviamo bei vini e poi…arriva la paella, naturalmente , specialità di Valencia!

Otto show-room in fila. “ Sistemata” la visita prettamente tecnica , inizia la parte che possiamo definire artistica-tecnica-commerciale. Uno in fila all’ altro visitiamo tutti gli otto maxi-showroom , concludendo il lungo giro nel pomeriggio successivo ( dopo altre abbondanti mangiate di specialità locali a base di pesce …).
Passiamo accanto a chilometri di rivestimenti di tutti i generi, compresi i mosaici vetrificati. Vediamo lavabi, docce, vasche da bagno, vasche da idromassaggio professionale per SPA, cucine , progetti per hotel e i più vari componenti d’ arredo correlati.
I miei compagni di viaggio cercano di mettere a frutto tutte le ore a disposizione, e fanno – a Giovanni, a Beata e agli altri collaboratori di Porcelanosa che via via ci acompagnano – tutte le domande possibili. Approfondiscono. Commentano. Verificano. Discutono. Sfiorano.Toccano. Aprono. Chiudono. Calpestano. Odorano. Ancora un po’ e si immergerebbero nelle vasche ( “ Feel the water “ è lo slogan di Systempool)…
A un certo punto inizia quasi ad “ andarmi insieme “ la vista : per carità, le cose belle e di design piacciono anche a me, ma io non sono un architetto ! Mi interessa soprattutto la parte economica dell’ attività. Ma di ciò, anche sul sito della società ( controllato prima di partire, of course ) c’è pochissima traccia. Al di là del volume d’ affari ( peraltro in calo rispetto agli anni di boom precedente, ma chi di questi tempi non ha sofferto e soffre ?) negli otto show –room otto non riesco a trovare nulla. Ci sono solo infiniti depliant di prodotto. La società – nonostante la bella dimensione – è un Gruppo totalmente privato, saldamente in mano all’ erede ( figlia) del fondatore e degli altri suoi due soci. Non deve rendere conto di nulla se non ai suoi stake-holders, se proprio vuole…Figlia che, mi dicono ,sovraintende personalmente all’ immagine del Gruppo : e va detto che, nel proporre le soluzioni che abbiamo potuto vedere negli otto show –room otto , ha davvero un gran gusto e un senso estetico straordinario.

Il real estate in Spagna. Allorchè inizio a vedere mosaici vetrificati anche sui bordi degli specchi da bagno e sulla rubinetteria delle cucine – il che ovviamente non è - capisco che sono agli inizi di un vaneggiamento , e che è meglio fermarsi. A costo di sembrare scortese ( ma con cortesia ) preferisco dare un’ occhiata ai giornali economici che avevo arraffato in albergo.
Sono “ fortunata “ : ci sono diversi articoli che parlano di real estate . “ Las compraventas de viviendas descendieron un 25 % en 2009 “, dice il Colegio de Registradores, collocandosi nell’ anno a 423 mila unità. L’ importo medio dei mutui erogati sta a quota 121 mila euro. “ Bancaja ( terza Casa di risparmio spagnola e sesto gruppo finanziario del Paese, ndr ) triplicò en 2009 las pérdidas de su negocio immobiliario”. “FCC hipoteca Torre Picasso ( forse il più noto complesso a uffici di Madrid, ndr ) para cerrar una linea de credito de 250 millones “. “ El mercado comercial cae un 43% en Madrid “.
Titoli che, credo, non hanno bisogno di traduzione.
Ma per fortuna apprendo che “Tecnocasa reduce sus pérdidas “ a 1,4 milioni di euro, a fronte dei 5.4 registrati nell’ esercizio precedente. Ecco, l’ Ufficio Stampa di Tecnocasa – che più volte alla settimana propina a noi giornalisti un vero e proprio stillicidio di dati e comunicazioni – questo fatto si è dimenticato di raccontarcelo.

Il prossimo round. Porcelanosa è un’ azienda che a se stessa ci tiene. Quando una delle sue tiendas incomincia a diventare un pochino obsoleta, mette mano al portafoglio e la rinnova alla radice . Anche perché, come detto sopra, è di sua proprietà.
Il Gruppo è così attualmente e sostanziosamente impegnato nel refurbishment del complesso di Milano Corsico, che sarà pronto prossimamente : a metà aprile, infatti, si svolgerà a Milano il “Salone del Mobile “ ( e, con Gamadecor, il Gruppo sarà presente anche al contemporaneo Salone “Eurocucine” . Ricorderete che il nuovo responsabile per l’ Italia di questa società del Gruppo è stato individuato grazie alla rete AREL) e all’ evento si deve essere presenti alla grande !
L’appuntamento milanese è tra i più importanti del mondo ( altro momento di orgoglio italico ).
Ci sarà, per l’inaugurazione del rinnovato show-room di Porcelanosa-Corsico una bella festa, con – mi dicono – dimolta paella.
E ho come la percezione che la nostra Beata sarà generosa nel diramare gli inviti alle Socie architetto, e non solo, di AREL. (di Paola G. Lunghini).



Un’ immagine della “ Città delle Arti e delle Scienze “ a Valencia



Il “ bel Giorge “ in uno degli show-room di Porcelanosa



La fabbrica




Il magazzin
o



La paella



Un’ immagine di “ insieme “